Un nuovo mondo antichissimo

di Roberto Mutti 

 
Osservando i bambini intenti a giocare si resta incantati di fronte al totale trasporto con cui i piccoli si identificano con ciò che fanno in situazioni guidate da una fantasia portentosa che trasforma ogni luogo in un territorio dove il tempo è sospeso e lo spazio si apre a infinite possibilità. E’ così profonda questa esperienza da lasciare in ciascuno di noi una traccia decisa che, rimossa  razionalmente, riemerge laddove abitano i nostri più tenaci impulsi legati ai desideri che esistono non per essere soddisfatti ma per tendere verso la dimensione del possibile. Rispettosi di queste pulsioni ma sufficientemente audaci da indagarne nel profondo le dinamiche, Tommaso Fiscaletti & Alice Marrollo creano una situazione che è insieme una ricerca artistica, un esperimento scientifico, una rappresentazione teatrale, una mostra, un’esperienza performativa. Non si può privilegiare una di queste perché, per come è stata concepita, The Persistence of Whishes semplicemente è tutte queste. Legati da un’intima complicità che li ha portati a identificarsi con il Collettivo Leaflood con cui si firmano, i due sono progettisti, registi, osservatori, analisti e demiurghi di tutto questo. Gli elementi da loro utilizzati sono essenziali: un ambiente teatrale e, al centro della scena, una grande poltrona in midollino su cui siede un sorprendente grande orso di peluche. In fila per il turno, i protagonisti trovano naturale avvicinarsi al finto orso, sedersi sulle sue ginocchia, sussurrargli all’orecchio quei desideri che nessuno rivela, come se valesse la proibizione infantile a farlo, pena la sua non realizzazione.  Leaflood usa fotografia e video per porsi come testimone neutrale capace di cogliere i diversi atteggiamenti (timidezza, disinvoltura, abbandono) con cui uomini e donne di qualsiasi età credono di dialogare con un orso e lo fanno, invece, con se stessi. A questo punto Tommaso Fiscaletti & Alice Marrollo spostano il piano semantico di tutta l’operazione realizzando una serie di ritratti nello stile delle antiche “carte de visite” con tanto di viraggio seppia, montaggio su cartoncino, firma impressa dal fotografo come marchio di fabbrica in una ironica allusione al rapporto con il passato. Così, come nei giochi infantili, il tempo perde la sua fluidità, lo spazio la sua razionalità ed è bello farsi guidare dai due abili artefici di un mondo che, come il nostro cervello, è insieme piacevolmente nuovo e straordinariamente antichissimo.
 
 
A new ancient world
by Roberto Mutti
 
Looking at the children playing you become enchanted the way in which they identify themselves and with what they do in situations guided by a prodigious imagination that transports them to a place where time is suspended and the space is open to endless possibilities. So deep is this experience that it leaves in each of us a strong trace that, rationality removed, re-emerges with our most persistent impulses tied to desires that are not to be satisfied, but to allow us to consider the dimension of “possible”. Respectful of these drives but bold enough to investigate in depth the dynamics, Tommaso Fiscaletti & Alice Marrollo create a situation that is both an artistic research, a scientific experiment, and theater, an exhibition and performative experience. You cannot focus on one of these because, as it has been designed, “The Persistence of Whishes” is simply all of these. Linked by an intimate complicity that led them to identify with the Collective “Leaflood” with which they sign, the two are designers, directors, observers, analysts and demiurges of this. The elements they used are essential: a theatrical setting and at the center of the stage, a large wicker chair on which sits a surprisingly large teddy bear. Lined up for the round, the players find it natural to approach to the fake bear, sit on his lap and whisper in his ear the desires that would not otherwise be revealed, through the childish fear of them not being realised. Leaflood uses photography and video to act as a neutral witness able to capture the different attitudes (shyness, confidence, abandonment) with which men and women of all ages believe in dialogue with a bear whilst in reality, engaging instead with oneself. At this point, Tommaso Fiscaletti & Alice Marrollo move the semantic level of the whole process creating a series of portraits in the style of the old "carte de visite" with a sepia tone, mounted on cardboard, stamped signage of the photographer as a trademark in an ironic allusion to the relationship with the past. So, as with children's games, time loses its fluidity, the space, its rationality and it's comforting to be guided by two skilled craftsmen of a world that, like the brain, is extremely old and new together.