2010
 
Ho cercato di osservare attentamente le teste di antilope che ho utilizzato per questo lavoro e ho avuto la sensazione che, come tutti i trofei di caccia, trattenessero una forte carica emotiva. La tristezza negli occhi dell’animale è cosa ovvia, ma l’aspetto più interessante è stata la mia personale “necessità visiva”. Per istinto avrei voluto vedere quei corpi nella loro interezza, quindi la parte mancante è diventata in maniera naturale la chiave di queste immagini. Mi è sembrata la metafora giusta per parlare dell’uomo, della natura e della “sottrazione” alla quale viene sottoposta. 
L’antilope col suo sguardo confitto, è in grado di smuovere la nostra coscienza privandoci così della tranquillità della nostra casa e trasformando i nostri sogni in incubi.
 
 
 
I’ve tried to intently observe the antelope’s heads that I’ve used for this job and I had the sensation that, as for all of the haunting trophies, they were keeping a strong emotional charge. While the sadness of their eyes is obvious, the most interesting aspect has been my personal “visual need”. I instinctively would have liked to see those bodies in their entirety, that’s why “the missing part” has in a natural manner become the key aspect of these images. I found it to be the right metaphor to talk about men, nature, and the subtraction to which nature is exposed. 
The antelope, with its defeated look, is able to go straight to our consciousness, depriving us of the tranquillity of our homes and turning our dreams into the worst nightmares.